giovedì 11 dicembre 2008

In fuga con Ferramenta. Storia di un pomeriggio d'autunno

Le 14.30. Un sabato pomeriggio come altri, destinato a diventare “the special one”. Poco dopo Isolabella il Denny allunga in testa al gruppo, portandosi dietro RadioMan e un altro uomo. Sembra un’azione velleitaria, priva di senso come tante altre, ma dopo pochi secondi si porta fuori anche Ferramenta, in modo violento, deciso. E’ lì che capisco che o si esce o non ci sarà più nulla da fare nella giornata.
Mi lancio all’inseguimento, mancano pochi metri e Ferramenta, davanti, da’ una legnata che rischia di farmi rimbalzare indietro, ma non mollo. Presagio di una mezz’ora infernale, ma non mollo.
Rientro, do cambi, il vento contro è una lama nei muscoli, Ferramenta di più.
Da 5 a 4, poi presto Denny e Radioman perdono le ruote, rimaniamo in 2. Io e Lui.
Un cambio dopo l’altro, faccio la mia parte con l’acido lattico che annebbia la vista. Solo a me. Il vendi bulloni nulla, come in poltrona, a incitare la fuga con la tranquillità di un tifoso a bordo strada.Si respira giù da San Vito, poi la Madonna delle Grazie. Ritmo regolare, nessuno scatto, il Re che lascia il traguardo a chi ha saputo tenergli testa. Commovente. E’ finita. Mezz’ora lunga un giorno. Da ricordare. Da non ripetersi. Mai più.

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