mercoledì 11 febbraio 2009

31 gennaio, è la cabina della Merla: un Frusta piglia tutto a Madonna delle Grazie... ma che grinta Galluccio sui mangia&bevi!

Questa stagione verrà ricordata come una delle poche dove il Trittico (cabina di Natale, Capodanno ed Epifania ndr) non si è potuto disputare, a causa delle pessime condizioni metereologiche che hanno caratterizzato l'inverno.
Lo show business si aggrappa dunque ad una classicissima, risparmiata da pioggia e neve ed andata in scena il 31 gennaio: La cabina della Merla!
Molti corridori si presentano al chilometro zero; alcuni alla ricerca di un contratto per la prossima stagione, altri desiderosi di chiudere in bellezza l'edizione 2008/2009 ma tutti con un solo comun denominatore: aggiudicarsi i traguardi di giornata e scrivere il proprio nome sull'albo d'oro di questa storica competizione, e perchè no... anche su questo sito internet.
Il via da Trofarello è come al solito puntuale, il plotone percorre il lungo rettilineo verso Cambiano ad andatura sostenuta ma regolare, tre i particolari di giornata:
1) Ferramenta ha abbandonato la mountainbike ed è tornato equipaggiato da strada, sui rettilinei che porteranno ad Isolabella il gruppo si accorgerà della differenza...
2) Capitan Sturaro non presenzia alla tappa e detto sinceramente il resto del team sembra risentirne.
3) Ritorna in gruppo Salvatore Cirasola, la wildcard del Dream Team che avevamo lasciato ad ottobre con quel cambio di ritmo ancora capace di far male ai muscoli degli avversari.
A Santena gli altarini sono già scoperti e con un crescendo di andatura il team sturaro e dream team guadagnano la testa della corsa, l'obiettivo condiviso è non permettere fughe da lontano, così ai 40 all'ora il gruppo si sgrana quando mancano ancora parecchi chilometri ai traguardi che contano davvero.
Arrivati a Poirino, il free lance Ferramenta prova l'evasione di forza ma esemplare è la reazione del Dream Team. Gli occhi dei telecronisti strabuzzano quando vedono il "cannibale" davanti di poche centinaia di metri marcato stretto da Cirasola, Encin, Tosk e Baby Armstrong... oramai è chiaro che il team villastello/chierese diretto dal Denny è tutto al servizio di Frusta eletto a gran furore capitano unico con licenza di UCCIDERE.
Se tralasciamo il particolare che verso Isolabella l'andatura staziona attorno ai 50 km/orari la nostra attenzione può spostarsi sui mangia&bevi dove oggi se ne sono viste di tutti i colori.
Tutto d'un tratto guadagna la testa della corsa Galluccio che sembra ingaggiare con ferramenta un vero testa a testa; i due non se le mandano a dire e a metà mangia&bevi le loro sfuriate hanno già dimezzato il "serpentone". Non ci è chiaro per chi stia lavorando Galluccio, compagni di squadra non ne ha, forse vuole solo sfoltire il plotone prima della vera difficoltà di giornata ma quello che è evidente è che le sue trenate fanno davvero male. A San Vito il gruppo di testa rimane di circa 15 unità, le vittime illustri sono Cirasola, il Denny ed Encin che perdono le ruote assieme ed a pochi metri dal GPM, i tre con un perfetto gioco di squadra rientreranno in discesa ma sarà solo un'illusione in vista di Madonna delle Grazie. Proprio a proposito di Madonna delle Grazie, il tratto di avvicinamento offre spunti ai corridori per tirare il fiato e studiare gli avversari, tutti hanno bene in testa che dopo la fatica nella foresta dei mangia&bevi si combatterà con le sole energie rimaste.
Di energie sembra averne ancora il capitano unico del Dream Team Frusta che non ha mai messo il naso davanti prima d'ora ma all'attacco della salita si presenta a chiedere il conto ai rivali.
In salita non si va particolarmente forte ma di comune accordo il Denny e Cirasola decidono di accorciare l'ascesa, d'altronde dopo il lavoro svolto a servizio del team non è il caso di rischiare di passare la nottata in valle san lorenzo.
La volata tra i big si concluderà con un Frusta vittorioso che come il Gianni Nazionale di Benidorm conquista a braccia alzate l'obiettivo più importante della giornata dedicandolo tutto alla squadra.
Il drappello oramai scarno solca valle san lorenzo con la solita velocità di punta che a tratti sfiora quella del suono.
Così tanti gli scatti che non possiamo citarli tutti, Domenino, Cane Morto, Galluccio, Encin, Baby Armstrong, Ferramenta ed altri ancora si prendono la responsabilità di non far addormentare i tifosi che già da 12 ore prima sono stipati con camper, tende e mobilhome a bordo strada.
La volata dell'abbazia è quasi snobbata dai migliori e la firma la mette Alberto, giovane promettente di cui sentiremo sicuramente in futuro.
Solo in località Favari il gruppo di testa raggiunge coloro che avevano tagliato a Madonna delle Grazie ed ancora una volta il rientro verso Santena è solo un pro-forma.
Amici la stagione della cabina si avvicina al tramonto, una delle poche tappe importanti ancora da disputare è la cabina di San Valentino e qualcosa ci fa sospettare che fidanzate, mogli e compagne rimarranno un tantino deluse quel giorno.