venerdì 30 gennaio 2009

Cabina del 24 gennaio sotto la neve: amici, non tentate di imitare le gesta dei vostri eroi da casa!

E' d'obbligo iniziare la cronaca odierna con un avvertimento, ci sono giunte molte segnalazioni di tifosi impazziti che dopo aver letto le vicende ciclistiche su questo sito sono corsi ad organizzare cabine clandestine con amici e vicini di casa, oppure i più piccoli che ansiosi di attaccare un numero sulla schiena fanno disperare la mamma con competizioni tipo-pista attorno al tavolo del salotto, ebbene amici: NON TENTATE DI IMITARE LE GESTA DEI VOSTRI EROI DA CASA! Tutti i componenti di questo circus sono infatti persone nate su due ruote, svolgono questo mestiere con professionalità e dedizione e nel regalarci le emozioni che ben conosciamo, sanno quello che fanno! (almeno fino alla cabina odierna ndr).
Sotto un cielo plumbeo e nuvoloni che non promettono nulla di buono comincia la cabina antecedente quella della merla. Lo spessore tecnico della competizione è facilmente intuibile dal numero di partecipanti (una sessantina) ed dai nomi importanti che si sono aggiunti ai soliti noti come Galluccio e Caporali. La partenza, come al solito puntuale alle 14 da Trofarello, non tradisce le aspettative ed il gruppo di ritrova ai 40 all'ora già a Cambiano, complici gli esponenti del team sturaro che fiutato il pericolo proveniente dai nuovi arrivati decidono di imporre un ritmo infernale per tenere chiusa la corsa. Il Dream team manda là davanti JD Armstrong che di certo non chiede il permesso agli avversari per aumentare la velocità ad oltre 45km/h; alle porte di Poirino sembra già di respirare l'aria dell'ultimo km.
Verso Isolabella un magro tentativo di fuga da parte di qualche corridore non dura più di poche centinaia di metri e tutto sembra far presupporre che vi stiamo per raccontarvi la cabina più veloce delle ultime edizioni. L'avvicinamento a Valfenera non è dei migliori, Galluccio si impossessa della testa della corsa ed ora è lui a sostenere un ritmo che taglia le gambe agli avversari, ma la nota degna di merito è che qualche fiocco di neve ha già iniziato ad imbiancare i computerini sui manubri dei nostri eroi, del tutto noncuranti della nevicata prossima a venire: the show must go on!
Il plotone "azzanna" i mangia&bevi quando oramai molti corridori sono già alla frutta e la cattiva notizia è che anche Caporali ha deciso di far sembrare la tappa odierna una prova di motogp, lui e Gallo stanno sgretolando il gruppo.
I dolci fiocchi di neve assaporati fin'ora sono già diventati una fitta coltre che si oppone al moto dei corridori, il terreno dei mangia&bevi è bagnato e ciò che non arriva dal cielo arriva dalla strada, bagnando calzamaglie, guantini e giubbotti windstopper.
Il Dream Team è a pezzi, Encin è ancora provvisto di cancello a due ruote, il Denny non sa nemmeno dove si trova, Frusta aspetta un GPM di Madonna delle Grazie che non arriverà mai e JD non sembra essere nella condizione di frenare i due di testa. Ben presto tutto il gruppo capirà che è l'inizio della fine: la discesa di San Vito assomiglia alla libera di coppa del mondo di Kitzbühel, la neve sta cominciando a posarsi e sfortunatamente nessuno ha pensato a portarsi le catene.
Dopo tanto premesso il gruppo decide di voltare a destra dopo la discesa e prendere la direzione verso Pralormo. La condizione in cui sono costretti a barcamenarsi gli atleti nel ritorno verso casa è a dir poco drammatica, tutti bagnati e con la temperatura dell'aria che non supera gli zero gradi. Il ritmo è frenetico, non si capisce se sia ancora competizione o pura necessità di non passare la nottata in preda ad una tempesta di neve. Sullo strappo di pralormo il Denny rischia seriamente la fine ipotizzata poco fa, è esausto e non tiene le ruote dei migliori, fortunatamente rientrerà in gruppo subito dopo aver scollitano.
Quella che voleva essere la cronaca di una gara combattuta fino all'ultimo metro si sta trasformando in cronaca nera, il gruppo conta oramai poche decine di corridori e nessuno sà, nè si preoccupa di dove siano finiti tutti gli altri. A poirino si arriva sgretolati, bagnati e congelati: il Denny stremato si ferma in un parcheggio a telefonare a casa, del resto del gruppo si sono perse le tracce, è GAME OVER!

lunedì 19 gennaio 2009

Cabina pre-merla, a farla da padrone è il gelo ma il team Sturaro non molla!

Amici lettori,
dopo settimane di silenzio dovuto al maltempo che ha letteralmente rovinato il trittico di Natale e le cabine successive, eccoci a riprendere la cronaca del campionato Cabina più difficile degli ultimi anni.
La tappa pre-merla è stata per lo più caratterizzata da temperature polari, paesaggi imbiancati, manto stradale più simile ad uno specchio e muscoli degli atleti che fanno fatica a scaldarsi!
Detto fatto, alle 14 un gruppo composto da una cinquantina di unità lascia l'abitato di Trofarello deciso a contendersi i traguardi di giornata ma ad adatura piuttosto tranquilla.
Tra Santena e Poirino qualche scaramuccia non va oltre le poche centinaia di metri di vantaggio, subito colmato da un team Sturaro che non lascia le briciole a nessuno.
Ferramenta, armato di mountainbike per far fronte alle strade a tratti impraticabili, si limita alla permanenza nelle prime posizioni e sorgnone attende che la corsa entri nel vivo. Nulla da registrare tra Poirino ed Isolabella dove i muscoli sono ancora freddi e gli atleti preferiscono non incappare in tendiniti fulminanti a causa di qualche scatto prematuro.
Da registrare il rientro in gruppo del Denny che dopo un mese passato a barcamenarsi tra raffreddori, influenze, panettoni e festeggiamenti appare affaticato e comuque andrà la competizione odierna è già un miracolo vederlo in gruppo!
Nell'abitato di Isolabella, ecco le prime scene che fanno alzare in piedi sul divano gli spettatori collegati su SKY Sport 1: la chicane della chiesa è mascherata da pista di pattinaggio per formiche ed i primi atleti giunti sul posto, oltre a sentire il ghiaccio spezzarsi sotto i copertoncini, hanno dovuto fare sfoggio delle proprie abilità da funamboli per evitare di sdraiarsi in terra con fagiolata di corridori a seguire!
Il gruppo, passato indenne dalla prima insidia, aumenta l'andatura con l'avvicinarsi a Valfenera, qualcuno inizia a sentire la tensione dei Mangia&Bevi...
Il Dream Team, sempre più con le "pezze al culo", schiera un Alessandro Encin equipaggiato con quello che fu il velocipede di Serse Coppi, correva l'anno 1946, e dando un occhiata al telaio, 63 anni li dimostra tutti!
Dentro a testa bassa sui Mangia&Bevi, sebbene gli 0 gradi centigradi dell'ambiente circostante, l'atmosfera in gruppo inizia ad essere calda e quasi ci si dimentica che siamo in data 17 gennaio ed il cuore non dovrebbe superare le 120 pulsazioni... Scatti a ripetizione di Domenino, Sturaro ed Encin (l'unico a tenere alto il nome del Dream Team), fanno male al gruppo in gran parte decimato e al GPM di San Vito si arriverà con un Ferramenta avvelenato e più che mai deciso a mantenere la propria leadership, anche con un mezzo non propriamente consono al tipo di competizione.
Giù verso Montà capita di sentire le urla di Guido Meda: UUUUUHHHHH VIETATO FUMARE... MA NON ALLA CABINAAA!!! IL DENNY C'E'''' FRUSTA C'E'''....
Sul rettilineo che porta alla salita di Madonna, il gruppo non parla più e i grandi team fanno pretattica: Sturaro porta avanti Domenino, il Dream Team punta tutto su Frusta ma chi si vede la davanti? Il Denny?!?!? E' un miracolo signori, che abbia cambiato geometrie del telaio o sia passato alla benzina V-Power poco importa, quel ragazzo pedala col CUORE signori!
Sulla salita viene imposto un ritmo sostenuto, prima da esponenti di secondo piano, poi la situazione viene presa in mano dal team Sturaro ed il gruppo si sgretola come argilla al sole, non più di una decina di unità, la sorpesa è che il decimo è proprio il "sempre verde" Denny.
Il gruppetto si gioca in volata il GPM, 1° domenino e 2° frusta, anche se qualcuno metterà in dubbio la correttezza di Sturaro che dopo aver lanciato la volata vincente al suo delfino, sarà d'intralcio alla rimonta di Encin.
In discesa il gruppetto dei dieci si ricompatta, anche a causa di un trattore spalaneve e valle San Lorenzo sarà all'insegna dell'inseguimento di quanti hanno tagliato su a Madonna.
Arrivati alla fornace il gruppo vanta di nuovo una trentina di unità ed il pensiero fisso è quello della volata di Casanova che qualcuno prova ad anticipare a suon di scatti, si veda Radioman ed il neo arrivato in gruppo CANE MORTO.
Dopo la cigliata del golf le margherite, gli animi si tranquillizzano ed i migliori si studiano in vista del rettilineo finale. All'ultimo km le "ruote bollenti" sono quelle di Sturaro, Radioman, Domenino, Ferramenta (a causa dell'attrito dei battistrada da sterrato) ed Encin a bordo del suo cancello automatico doppia anta tenta di far ben figurare il Dream Team almeno in termini di prestazione dei propri atleti.
L'ordine d'arrivo è incerto ancora oggi, gli addetti stanno visionando e visionando il foto finish ma sembra che Domenino abbia perso la volata per pochi millimetri e sia il terzo classificato, naturalmente aggiornamenti nel nostro prossimo notiziario delle 20.
Il rientro verso santena è scandito dalla temperatura che si abbassa di circa un grado a chilometro, anche la velocità è controllata per permettere ai muscoli di defaticare e per onor di cronaca è doveroso precisare che il Denny impiegherà più tempo da Santena a Chieri che quello impiegato per far tutto il giro della Cabina ma il traguardo più importante è raggiunto: IL DENNY C'E'!