martedì 27 ottobre 2009

Dal Giro del Mare al Giro del Messico... ma la cabina è un'altro affare!

Ebbene si, come il Denny ha messo in evidenza nel suo post, la stagione invernale 2009 - 2010 per me comincia in modo molto diverso dal solito.
Il lavoro comanda, e i miei orizzonti sono cambiati, passando dal Giro del Mare, tappa principe dell'estate italiana del Dream Team, al Giro del Messico, ovvero 300 km tra Los Angeles e San Diego e ritorno, in California.
La preparazione procede anche qui, la Pacific Coast Highway è un mangia e bevi spostato in riva al Pacifico, con qualche semaforo di troppo e qualche salita vera messa qua e là, la temperatura è il sogno di ogni ciclista (in riva all'oceano, nell'entroterra ho pedalato a 41° e sono tanti), ma la Cabina è un'altro affare.
Sabato ho partecipato alla mia prima (sarà anche l'ultima?...) cabina della stagione, pronto a dare battaglia come il dream team richiede ogni sabato ai suoi adepti.
E ho passato il sabato a difendermi dalle bordate di chi sembra non sentire gli anni che passano e chi invece li usa per andare sempre più forte.
L'aria era calda, e le gambe del gruppo ancora di più, non si scherza nonostante l'assenza di alcuni componenti di grido ancora impegnati nelle ultime competizioni di stagione.
Il mangia e bevi vola via con ferramenta ad irridere gli avversari fermandosi a prendere acqua e recuperando sul gruppo prima che i componenti si accorgano della sua assenza.
Alla Madonna delle grazie Domenino vola a vincere recuperando 30 metri a Frusta e Ferramenta, con una progressione impressionante.
E io, in posizione privilegiata, mollo per la delusione di non essere riuscito a rimanere agganciato, tutto il gruppo mi passa e mi stacca e rischio di tornare a casa da solo: fortuna che la fisica mi ha fatto uno sconto nella discesa della Madonna delle Grazie e che il gruppo si è fermato a contare i superstiti appena entrati in valle San Lorenzo.
E adesso? Tornato in California c'è da rimboccarsi le maniche (ah già, non le ho, qui fa caldo, si esce in corto...) e cercare di ritrovare una condizione degna di chi mi troverò ad affrontare al mio prossimo rientro, magari allenandomi a como street...

Cabina delle castagne: Domenino in gran spolvero castiga un Ferramenta troppo generoso

A volte, per portare a casa traguardi importanti, non basta essere il più forte!
E' con questa affermazione (che farà sicuramente discutere ndr) che si apre la cronaca della cabina n. 2 datata 24 ottobre 2009. Proprio così, perchè nonostante Ferramenta abbia dismostrato ancora una volta di essere il più forte, non si è aggiudicato nessun gran premio di giornata ...ma procediamo con ordine...
Un gruppo composto da una quarantina di unità si presenta puntuale al via alle ore 14 dalla cabina di Trofarello; anche questa volta madre natura ha voluto rendere omaggio alla competizione con un clima primaverile, il sole alto nel cielo e gli alberi colorati d'autunno.
Tutti gli occhi sono puntati sull'imperatore dei sabati pomeriggio ed il suo compagno di squadra, Andrea Zülle, si sfoga ai nostri microfoni: "Ferramenta è così forte perchè sfianca gli avversari già negli allenamenti infrasettimanali, sono andato con lui l'altro giorno e per poco non tornavo a casa, è un miracolo se oggi mi trovo qui con voi".
La cronaca inizia con i primi chilometri che scorrono via tranquilli, rispetto alla tappa scorsa si registra anche un lieve calo di andatura, così a Porino si arriva come lo si faceva nelle biciclettate dell'oratorio.
Qualcuno avvisa i corridori che il chilometro zero è passato da un pezzo e verso Isolabella si affacciano in testa al gruppo i primi tentativi di stoccata individuale.
Giunti a Valfenera è d'obbligo registrare il primo ritiro di giornata, si tratta di JD Armstrong; il team manager Maggiorotto spiegherà più tardi che l'alfiere di casa Dream Team avrebbe corso la Coppa d'Inverno il giorno successivo e la sua presenza alla cabina era solo per allenamento.
Giunti in borgata Villata, seppur con un'andatura inferiore a sabato scorso, si inizia ad intuire che si tratta solo della calma prima della tempesta: Ferramenta Cuor di Leone e Domenino Robin Hood si avventurano nella foresta dei mangia&bevi in solitaria; è la prima azione degna di nota ed è chiaro a tutti che se si concedessero anche solo pochi secondi a quei due, non rimarrebbe che staccarsi il numero dorsale e farsi raccogliore dal pulmino scopa.
Alessandro Encin, che ha scelto di preparare la stagione della cabina 2009/2010 negli Stati Uniti a Los Angeles, prova la sortita dal gruppo per raggiungere la coppia battistrada ma a causa della perdita di smalto dovuta al fuso orario, il suo scatto si trasforma in una trenata che termina con il ricongiungimento del gruppo sui due di testa ed ora è tutto da rifare.
Ferramenta, giusto il tempo di scrollarsi un po di polvere da addosso, riparte in contropiede e la cavalcata durerà per tutta la seconda parte dei mangia e bevi.
Il gruppo lo guarda e non sa che fare: pur organizzandosi in treni e doppie file il plotone continua a perdere secondi preziosi da Ferramenta che là davanti, da solo, sembra una locomotiva...
Un piccolo particolare è sfuggito ai più: il Denny è ancora in gruppo a San Vito e la pedalata fluida, diversa anni luce da quella del sabato prima, lascia presagire qualcosa di grosso nella seconda parte della competizione.
Si entra nel centro abitato di Montà senza più vedere la sagoma di Ferramenta all'orizzonte e a qualcuno non sembra vero poter affrontare l'imminente salita senza dover portare il computerino oltre i 30Km all'ora. L'illusione durerà ben poco: Ferramenta, forse per un guasto meccanico o la necessità di prendere acqua alla fontana, si è fermato e rientra in gruppo da dietro; le facce degli altri corridori sembrano quelle di qualcuno che ha appena visto un fantasma ma il vero shock si chiama Madonna delle Grazie.
La salita inizia ad un ritmo folle e i primi corridori si staccano già sulle prime rampe come foglie secche dagli alberi. Ferramenta è braccato dai migliori: Frusta, Domenino e... ma quello è Denis Maggiorotto! Che cuore signori, che grinta... deve avere cambiato geometrie del telaio, direbbe Bulbarelli.
A 350 metri dalla vettà Ferramenta rompe gli indugi e con una progressione velenosa prova la volata lunga; solo Domenino e Frusta rimangono agganciati e nei metri finali lo infilzano come uno spiedino a ferragosto, la classifica in vettà sarà 1) Domenino 2) Frusta 3) Ferramenta.
La discesa che porta in Valle San Lorenzo è un'ottima opportunità per i ritardatari e quando inizia il falso piano tutto il gruppo si è ricompattato... questo è il turno delle locomotive viventi.
Quest'oggi l'organizzazione non ha inserito nel percorso la variante dei Janin ed il gruppo si sfiderà sul percorso classico: la fornace, Ternavasso e la micidiale cigliata del campo da golf.
Inizia il rettilineo di Casanova, è terra di velocisti. I primi treni si organizzano per la volata, Ferramenta è la davanti, il team Sturaro schiera Princi e Domenino, il Dream Team... il redivivo Denny. Princi tenta l'azione da finisseur, Ferramenta tenta di cucire ma a pochi metri dalla linea bianca viene sorpassato da Domenino (che supererà anche Princi) e dal Denny... così all'ordine d'arrivo: 1) Domenino 2)Princi 3) Denny.
Subito dopo il traguardo Ferramenta, ancora là davanti, aggancia Domenino ed assieme provano la sortita. Azione che durerà ben poco perchè il gruppo ben organizzato ricuce lo strappo e si ricompatta prima ancora dei favari.
Termina anche la cabina delle castagne e un Ferramenta troppo generoso nella prima parte, non ne raccoglie neanche una.

lunedì 19 ottobre 2009

A.A.A. Anti-Ferramenta cercasi!

Squillino le trombe, rullino i tamburi, Cabina 2009/2010 che inizia con un grande annuncio, quello che intitola questo articolo.
Già perchè fino all'anno scorso, l'imperatore del gruppo, non ha mai mostrato segni di debolezza o cedimento ed ora occorre smentire tutti quelli che credono che lui sia un robot!
Ma procediamo con ordine, il 17 ottobre, oltre ad accendere i riscaldamenti nei condomini, l'altro evento della giornata è l'inizio ufficiale della Cabina, competizione che sopperisce alla mancanza di gare per ciclococcodrilli nel periodo invernale.
Ed ora via alla cronaca, partenza puntuale più che mai da Trofarello alle ore 14, poco più di una trentina a contendersi il Gran Premio d'Apertura ma i nomi sono quelli da fare accapponare i taccuini dei cronisti sportivi come me: Sturaro, Domenino, Cane Morto, Ferramenta, Frusta, Jaku, Pellissero, JD Armstrong e qualcosa fa pensare che anche le wild card di giornata non siano lì col solo intento di andare a funghi!
Il tratto fino a Poirino è roba da primo giorno di scuola e c'è anche tempo per fare pretattica: "sono fermo da mesi" oppure "quest'anno addirittura non ho mai corso", insomma nessuno crede a nessuno ed in men che non si dica, tra Poirino e Villanova, l'andatura torna ad esser degna della competizione.
Il Team Sturaro vuole tenere alta l'andatura e là davanti forma una doppia fila che non lascia spazio alle stoccate solitarie degli avversari.
Verso Valfenera poi, il ciglio torna ad essere amico dei corridori, che più volte lo utilizzano per rimanere a ruota del concorrente che li precede, ora è chiaro a tutti che ci troviamo alla Cabina! Ed è qui che viene battezzata la prima azione di giornata: Pellissero e Sturaro (il capitano), senza badare a spese, formano un tandem che ben presto guadagna secondi, poi minuti e di comune accordo procedono verso la seconda parte della competizione.
Iniziati i mangia&bevi, a Ferramenta l'azione dei due non sta più bene e lo fa capire a tutti con trenate che lavorano ai fianchi gli avversari, in attesa di sfinirli sul bricco dell'acquedotto dove saranno in molti a perdere le ruote, tra cui un nome illustre, il Denny (oramai team manager del dream team) che quest'anno più che mai dovrà lavorare sodo per sopperire alla mancanza prolungata d'allenamento.
A San Vito il gruppo arriva frazionato, la discesa aiuta i ritardatari a rientrare ed ora la pratica da sbrigare si chiama Madonna delle Grazie.
L'avvicinamento all'imbocco della salita è tutt'altro che amichevole e nel tentativo di accaparrarsi le posizioni migliori, un esponente del team Sturaro ruzzola rovinosamente a terra. I compagni fanno quadrato attorno a lui e dopo i primi soccorsi, appreso che nulla di grave era accaduto, segue un ritiro di squadra che in un sol colpo toglie di mezzo i seri candidati per il traguardo in cima: Sturaro, Domenino e Cane Morto.
Sembra strano ma anche Ferramenta ha un cuore, così il senatore del gruppo impone la non belligeranza in salita e si scollina come lo si farebbe durante una gita il giorno di Pasquetta.
Il Denny, che non è nemmeno riuscito ad attaccare la salita con i migliori, taglia in cima a Madonna ed arriva in Valle San Lorenzo in tempo utile per riagganciare il resto del gruppo.
Il falsopiano che porta i corridori verso l'uscita dei Roeri è caratterizzato da un'andatura fortissima, quelli che rimangono attaccati per il rotto della cuffia non apprezzeranno il fatto che invece di tirar dritto verso la fornace, l'organizzazione decide di allungare il percorso con la variante dei Janin!
Qui il vento è laterale, si vedono i primi ventagli e i saliscendi verso Ceresole certo non aiutano.
Avvicinandosi a Casanova l'obiettivo di quelli là davanti è superare la barriera del suono, complice un vento a favore che farebbe sfrecciare anche un cingolato della prima guerra mondiale.
Inaspettatamente, e contro ogni previsione, a Casanova non c'è volata e ci si avvia verso la fine della prima tappa.
Nulla da segnalare nel tratto di Poirino, Favari, Villastellone e giunti a Santena, non rimane che il tempo per i saluti.
Insomma, se queste sono le premesse, anche quest'anno ne vedremo delle belle, in attesa che qualcuno risponda al tanto famigerato annuncio... che sia Galluccio?