Squillino le trombe, rullino i tamburi, Cabina 2009/2010 che inizia con un grande annuncio, quello che intitola questo articolo.
Già perchè fino all'anno scorso, l'imperatore del gruppo, non ha mai mostrato segni di debolezza o cedimento ed ora occorre smentire tutti quelli che credono che lui sia un robot!
Ma procediamo con ordine, il 17 ottobre, oltre ad accendere i riscaldamenti nei condomini, l'altro evento della giornata è l'inizio ufficiale della Cabina, competizione che sopperisce alla mancanza di gare per ciclococcodrilli nel periodo invernale.
Ed ora via alla cronaca, partenza puntuale più che mai da Trofarello alle ore 14, poco più di una trentina a contendersi il Gran Premio d'Apertura ma i nomi sono quelli da fare accapponare i taccuini dei cronisti sportivi come me: Sturaro, Domenino, Cane Morto, Ferramenta, Frusta, Jaku, Pellissero, JD Armstrong e qualcosa fa pensare che anche le wild card di giornata non siano lì col solo intento di andare a funghi!
Il tratto fino a Poirino è roba da primo giorno di scuola e c'è anche tempo per fare pretattica: "sono fermo da mesi" oppure "quest'anno addirittura non ho mai corso", insomma nessuno crede a nessuno ed in men che non si dica, tra Poirino e Villanova, l'andatura torna ad esser degna della competizione.
Il Team Sturaro vuole tenere alta l'andatura e là davanti forma una doppia fila che non lascia spazio alle stoccate solitarie degli avversari.
Verso Valfenera poi, il ciglio torna ad essere amico dei corridori, che più volte lo utilizzano per rimanere a ruota del concorrente che li precede, ora è chiaro a tutti che ci troviamo alla Cabina! Ed è qui che viene battezzata la prima azione di giornata: Pellissero e Sturaro (il capitano), senza badare a spese, formano un tandem che ben presto guadagna secondi, poi minuti e di comune accordo procedono verso la seconda parte della competizione.
Iniziati i mangia&bevi, a Ferramenta l'azione dei due non sta più bene e lo fa capire a tutti con trenate che lavorano ai fianchi gli avversari, in attesa di sfinirli sul bricco dell'acquedotto dove saranno in molti a perdere le ruote, tra cui un nome illustre, il Denny (oramai team manager del dream team) che quest'anno più che mai dovrà lavorare sodo per sopperire alla mancanza prolungata d'allenamento.
A San Vito il gruppo arriva frazionato, la discesa aiuta i ritardatari a rientrare ed ora la pratica da sbrigare si chiama Madonna delle Grazie.
L'avvicinamento all'imbocco della salita è tutt'altro che amichevole e nel tentativo di accaparrarsi le posizioni migliori, un esponente del team Sturaro ruzzola rovinosamente a terra. I compagni fanno quadrato attorno a lui e dopo i primi soccorsi, appreso che nulla di grave era accaduto, segue un ritiro di squadra che in un sol colpo toglie di mezzo i seri candidati per il traguardo in cima: Sturaro, Domenino e Cane Morto.
Sembra strano ma anche Ferramenta ha un cuore, così il senatore del gruppo impone la non belligeranza in salita e si scollina come lo si farebbe durante una gita il giorno di Pasquetta.
Il Denny, che non è nemmeno riuscito ad attaccare la salita con i migliori, taglia in cima a Madonna ed arriva in Valle San Lorenzo in tempo utile per riagganciare il resto del gruppo.
Il falsopiano che porta i corridori verso l'uscita dei Roeri è caratterizzato da un'andatura fortissima, quelli che rimangono attaccati per il rotto della cuffia non apprezzeranno il fatto che invece di tirar dritto verso la fornace, l'organizzazione decide di allungare il percorso con la variante dei Janin!
Qui il vento è laterale, si vedono i primi ventagli e i saliscendi verso Ceresole certo non aiutano.
Avvicinandosi a Casanova l'obiettivo di quelli là davanti è superare la barriera del suono, complice un vento a favore che farebbe sfrecciare anche un cingolato della prima guerra mondiale.
Inaspettatamente, e contro ogni previsione, a Casanova non c'è volata e ci si avvia verso la fine della prima tappa.
Nulla da segnalare nel tratto di Poirino, Favari, Villastellone e giunti a Santena, non rimane che il tempo per i saluti.
Insomma, se queste sono le premesse, anche quest'anno ne vedremo delle belle, in attesa che qualcuno risponda al tanto famigerato annuncio... che sia Galluccio?
lunedì 19 ottobre 2009
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2 commenti:
Incredibile ma vero, passano gli anni, passano le estati, ma l'appuntamento con la Cabina di Trofarello si ripresenta puntualmente, solita ora, solito posto, solito giro, solite cose. C'è chi sta a ruota ben coperto (non si sa mai, la giornata buona arriva quando meno te lo aspetti) chi fa i buchi ai 35 all'ora vento a favore, chi viaggia invece ai 45 ma sul ciglio sinistro (e non facciamo nomi). Poi c'è chi fa a spallate, chi si sacrifica per la squadra, chi si getta eroicamente a terra per favorire i compagni, chi arriva a Casanova e si convince di aver concluso un'impresa. Be', l'impresa c'è davvero, ma non è di chi passa primo sulla striscia, neanche di chi ha conquistato il GPM e si lascia trainare in pianura. L'impresa è di chi arriva a Casanova in punta di sella, con l'acido lattico che non sa più dove andare, la testa piegata un po' da un lato, la borraccia vuota e la bocca secca. Scende dalla bici, a casa, l'appoggia lì e pensa: noi ci vediamo sabato prossimo.
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